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Intervista ai Giardini di Mirò

Data: marzo 2007
Autore: Iroi

Iròi intervista per Florilegio Ars Factory Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò

I: Come si pone il gruppo di fronte all’arte? avete passioni particolari?
E se sì, quanto questo incide sul vostro aspetto musicale?

N: Siamo un gruppo di persone curiose. E normale interessarsi di tutto quello che è "artistico" e potenzialmente affine al nostro percorso. Ma non solo al nostro sentire. E' giusto anche trovare nuovi modi per sorprendersi.
Non ti so dire quanto possa incidere nel nostro "aspetto musicale" perchè non so a cosa ti riferisca. Di sicuro l'aspetto visivo ha importanza e un certo gusto per il bello aiuta le scelte che un gruppo deve fare. Dal artwork al sito, dalle locandine alle t-shirt. E tutto il resto.


I: E’ da poco uscito “Dividing Opinions”, il vostro terzo lavoro che segue a due grandi album come “Rise and fall of academic drifting” e “Punk not diet” che hanno avuto un grande successo facendo di voi la realtà più importante della scena indie italiana.
Durante la lavorazione di “Dividing Opinions” quanto ha inciso la pressione e l’attesa per il vostro nuovo lavoro?

N: Poco. In questi anni abbiamo tutti fatto scelte di vita che non ci obbligano a fare della musica il nostro sostentamento. Questo facilita il distacco dalla necessità di riscontri assoluti. Questo non significa noncuranza ma maggior libertà. Abbiamo comunque percepito l'interesse come uno stimolante calore e non come la porta per un rigorista della finale dei mondiali.


I: Ascoltando “Dividing Opinions” ci si trova subito dinnanzi a un lavoro decisamente diverso dai precedenti, si ha la sensazione di un taglio netto con il passato, con le sonorità che vi hanno sempre caratterizzato.
Vi eravate resi conto che era ora di cambiare?
E la scelta di mettere il pezzo che dà il nome all’album come prima traccia (un pezzo potente, rabbioso per certi versi, diverso dai vostri soliti lavori ),era per anticipare a chi ascolta cosa si troverà di fronte?

N: Ogni disco deve essere un'evoluzione dei lavori precedenti. Se cosi non fosse non ci sarebbe senso a produrre nuove cose. Un disco è una cosa troppo importante, parla di un intero periodo della vita di chi l'ha fatto. Si porta con se ricordi, foto, concerti, mani strette, sguardi, sacrifici, gioie e tutto quello che è il bagaglio emotivo del periodo in cui è stato concepito.
Quindi ogni produzione parte con l'ambizione di essere unica. E questo passa attraverso il concetto di rinnovamento ed evoluzione del proprio suono.
In questa logica partire con dividing opinion, pezzo solido e concreto per definizione serve a far capire all'ascoltatore alcune linee del nuovo corso. Serve a dire: "Noi ci siamo e tu?".
Dividing Opinions, disco dell'immediatezza. Arriva diretto, senza proppi giri su se stesso.


I: Da sempre siete stati un gruppo incline alle collaborazioni, ricordiamo Matteo Agostinelli ( Yuppie Flu), cantante della bellissima “Pet life saver” contenuta nel vostro primo lavoro, Styrofoam e Alessandro Raina in “Punk not diet”, ora Apparat, giusto per nominarne alcuni.
Ma in “Dividing Opinions” pare abbiate fatto a meno di voci esterne nella maggior parte dei casi e ad eccetto di “Self Help”, cantata da Glenn Johnson, spuntano fuori la tua voce e quella di Jukka Reverberi, e penso sia la novità più importante di questo nuovo lavoro.
Come è stato l’approccio di fronte al microfono?

N: Dopo l'uscita di Alessandro Raina le soluzioni erano o smettere o andare avanti strumentale o trovare un nuovo cantante. Una sera io e Jukka passeggiando per Cavriago ci siamo detti che non era proprio il caso di tirare dentro un nuovo cantante. Oramai il gruppo aveva un'identità consolidata e non eravamo disposti a rimettere tutto nelle mani del primo arrivato. Tornare strumentali ci sembrava una forzatura.
E' toccata a noi. Visto che da sempre scriviamo le parti musicali. L'investitura è caduta sulla mia testa e qulla di Jukka.
Che tra le cose avevamo già registrato parti vocali. Io per il mio disco solista, Jukka per il pezzo dei gdm Othello. Quindi ci siamo presi le resposabilità dei veterani dello spogliatoio.


I: Il booklet del cd, a mio avviso, è molto bello e dal forte impatto. Potresti spiegarci la scelta di alcune immagini e ciò che le lega alla vostra musica?

N: Un atto di memoria. Non retorico e non politico, o meglio non retorico-politico. In questa ottica abbiamo "inscurito" le foto donateci da ISTORECO (istituto storico reggiano) per togliere la patina del tempo e rendere quell'immagine "atemporale".
Perchè è lo spirito che sta sotto che non deve morire.


I: Tu e Jukka siete accaniti Bloggers, un modo per esprimere se stessi ma anche per confrontarsi con chi vi ascolta.
Poco tempo fa, inoltre, avete rilasciato un’anteprima di “Broken By” sul sito Flux ( oggi Qoob ), permettendo a chiunque di scaricare il brano, farne un rmx e un video da poter utilizzare come materiale ufficiale.
Siete soddisfatti di questa scelta?
E quanto internet caratterizza il vostro modo di comunicare con le persone?

N: Accaniti è una parola grossa. Abbiamo entrambi un blog. Quello di Jukka è particolarmente seguito. Io scrivo un pò meno ma al contempo tengo aggiornato anche il sito dei gdm, quello di punk not diet e altro. Per cui non ho sempre tempo/voglia di scrivere.
Internet però è uno strumento meraviglioso ed affascinate. Spero che tra pochi anni riesca a far spegnere tutte le televisioni e rimettere in discussione questi assurdi (dis)equilibri che si sono creati tra mass media ed opinione pubblica. Roba da panem et circenses.
Qoob ed Andrea Girolami c'hanno supportato in questo progetto di creazione di un video/remix "user generated". Una bella esperienza la loro. Da supportare con grande entusiamo. Per il resto vedremo cosa riserverà il futuro a noi "smanettoni".


I: Nel 2006 tu e Pillow ( Luca di Mira, tastierista dei gdm), avete fatto due album solisti intrisi di elettronica molto apprezzati, soprattutto all’estero.
Pensi esista una scena elettronica in Italia?
E se sì, potresti fare qualche nome?

N: Per quel che ne so la scena elettronica esiste in Germania. In italia si va "all'inseguimento". Ciò non toglie che ci siano casi di eccellenza quale Andra Mangia in arte Populous. Per il resto sono convinto che tra qualche anno avremo anche da noi molto produttori degni di nota. Per il contest di qoob sono arrivati piu di 130 remix. Quasi tutti brutti. Ma qualcuno era veramente bello. Ciò mi fa sperare....


I: Florilegio ti ringrazia per la disponibilità e auguriamo ai Giardini di Mirò un gran Tour.

N: Grazie. Detta così sembra un invito a Bartali. Bene! Vinceremo la maglia gialla.


I: Per chiudere vi chiediamo di giurare fedeltà a Tarja e dire ad alta voce: “Con l’arte nel petto”.

N: Io nel petto ho il cuore. Che ogni tanto fa l'artista. Quindi ci sta.


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