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BeTwin - Pioggia d'arte a Milano

Data: giugno 2008
Autore: Daniela B.

Lo stile, la forma, la mano, la passione…
L’arte come amore, come Artiere, come goccia che giorno dopo giorno forma un rivolo e poi un fiume…rispetto per la forma ed il colore, sguardo che si sveglia dal torpore…arte come gioia e poi dolore…

Non riuscivo a trovare altro modo per raccogliere i pensieri e le sensazioni provate nell’osservare il lavoro e le opere degli Artieri di Florilegio, io profana, ma amante di questa sfida chiamata arte. Non solo il gioco di colori e forme che hanno illuminato un piovoso pomeriggio milanese, non solo l’atmosfera di entusiasmo di chi con determinazione lavora da anni alla realizzazione di un sogno, di un progetto…è stato il suono della voce degli artisti ad accompagnare come canto quanto esposto…le pause, il ritmo ed i sospiri, nel raccontarsi e raccontare, nel ricordare il sogno, lo studio ed il lavoro dietro ad ogni creazione…che cos’è l’arte infine? E’ il finire o il lento costruire, è la meta o il percorso dell’autore, è un concetto, una forma, un pensiero o una emozione? E’ una domanda che mi ha sempre appassionato e a cui non riuscivo a dar risposta…fino all’incontro con gli Artieri…
Quando Cheroes parla della sua arte, della storia che sta dietro ad ogni sua opera, ti sembra di rivivere i momenti che accompagnano quel misterioso percorso che va dall’idea alla creazione…in cui quattro mani creano un nido per farfalle colorate, in cui mondi capovolti trasformano le favole in conquiste ed i giochi di prestigio in ribellioni, in cui il colore diventa narrazione di una realtà altra che stimola nell’osservatore il lavoro di immaginazione, di reinvenzione e infine il sogno…BeTwin Cheroes e Mesvi, forme tenui contro geometriche descrizioni di universi di colore, intensi, taglienti, perfetti…contrasti tra due modi di creare, due modi di vedere…contrasti, tra la musica del luogo di esposizione e la poesia che quelle opere riuscivano ad emanare, creando quasi un silenzio isolante che lasciava spazio solo all’osservazione, all’ascolto…contrasti solo apparenti, che si risolvono quando gli Artieri raccontano del loro progetto, di questo percorso itinerante, di questo tentativo di fare dell’arte un linguaggio comune e più vicino, di offrire a quanti la amano un momento per raccontarsi e riscoprirsi, non solo per mostrarsi…è un’arte che vive quella degli Artieri…e la sensazione di coinvolgimento e di entusiasmo è talmente forte che sono qui a scriverne…

*Sentire e fare attenzione
ubriacarsi d'amore
è una fissazione
è il mestiere che vivo
e l'inchiostro aggrappato
a questo foglio di carta
di esserne degno
è il mio tentativo…

Voglio essere degna dell’arte, che sia per missione o per gioco, voglio sentire, assaporare, creare…in Florilegio si crea, e tu cosa aspetti?

* Nicolò Fabi, E’ non è.


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