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nuove distanze

A Social Christmas

We work in the social field united in the cultural association Florilegio Ars Factory to improve the lives of unlucky, sick people. We create workshops of art at the National Cancer Institute of Milan and events in cooperation with Amnesty International for human rights diffusion.

This Christmas you can give your support to the Factory\'s activities (yes, even a small donation will be fine!) at the following International Bank Account Number: IT70 W033 5901 6001 0000 0005 631

We thank the supporters who have already given their contribution:
- Nol-Tec Group SRL
- KPMG SPA
- Clifford Chance
- Inox PLUS

Happy Christmas.

Cultural Association Florilegio Ars Factory
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Noi lavoriamo nel sociale, uniti nell\'associazione culturale no profit Florilegio Ars Factory, per migliorare la vita di chi sta male. Realizziamo laboratori artistici presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano ed eventi in collaborazione con Amnesty International in difesa dei diritti umani.

Questo Natale ti chiediamo di destinare un tuo contributo (sì, anche piccolo andrà bene lo stesso!) alle attività di Ars Factory Florilegio: un gesto che trasformerà queste feste in un\'occasione davvero speciale.

Potrai offrire il tuo contributo mediante C.C. intestato a Florilegio Ars Factory: IBAN IT70 W033 5901 6001 0000 0005 631
Ringraziamo per il sostegno già offerto:

- Nol-Tec Group SRL
- KPMG SPA
- Clifford Chance
- Inox PLUS

Da parte di quanti potranno beneficiare del Tuo aiuto, grazie di cuore.

Buone feste.

Associazione Culturale Florilegio Ars Factory

ife del lunedi'

Il Talento oltre i Soffitti di Cristallo

Quei momenti di autostima sono la punta della divinità. L’uomo ha inventato Dio basandosi sulla memoria dei momenti, più o meno lunghi, di profonda e personale autostima.
Quei momenti risolutivi in cui salute, risultati, amore, famiglia, denaro compongono un puzzle in odore di eternità, di infinito e di grande affermazione di sé. Sono quelle quantità di vita che fanno sentire eterni ed estesi più del cielo e dell’oltremare.
Vivere o creare questa merce divina è il compito di ognuno, da una parte ognuno cerca il compiacimento, l’equilibrio e la forma per essere forte fra le correnti e, dall’altra, la cifra del compiacimento è mostrata e composta da sistemi complessi che determinano costumi, desideri e soddisfazioni. Stare bene significa quindi raggiungere le diafane stanze del conosciuto e ambito utilizzando gli strumenti “regolari” dell’acquisizione delle certezze e dello status. Sembra esser una pigra marcia verso contenitori collettivi intervallata da stazioni di riscossione del merito. Nelle prime stazioni il valore è dato da certificati, diplomi, lodi e menzioni. Raccolti i primi trofei il senso di benessere è forte perché convinti di essere come gli altri ma un po’ meglio e di essere idonei alla società, adattati.
Poi ci sono le stazioni dell’amore, del lavoro, dei soldi, della città in cui vivere, tante stazioni lungo la salita al palazzo del nonsocosa. Un cammino fatto di incontri che a volte sembrano importanti, fatti di gente molto interessante comune nell’aspirazione di riuscire, arrivare, comporre una nicchia sicura per sé e per i suoi maggiormente prossimi. Migliori e peggiori uniti per essere pronti a scoprire la realtà del mondo, per le ultime stazioni vestiti sempre meglio ed enfatizzati dalla voglia di arrivare nel luogo dell’eterna autostima.
Questo posto non è altro che una gigantesca sala composta da centinaia di colonne che sostengono un piano cristallino, di vetro pesante. Oltre il soffitto una fitta schiera di personaggi clowneschi parlano dei nuovi arrivati al piano inferiore e poi si distraggono su altri affari.
La cosa incredibile è che i due livelli sono privi di ogni possibile collegamento, nessuna scala, niente ascensore né corde o mani tese. L’altezza delle pareti supera i sette metri, la sala inizia ad essere piena di altra gente che si affolla senza un perché ma non si avverte nessun sollievo e nessuna comprensione superiore. Così si resta per ore a fissare gli altri strizzando gli occhi in su per vedere le piante delle lucide scarpe di gala dei condomini superiori.
Si parla fra noi, c’è un designer, un marketing manager, un aspirante politico, un produttore conto terzi, una dottoranda, un militare in carriera e poi tantissimi altri. Dopo qualche ora il chiacchiericcio è così intenso da essere inutile e fastidioso. C’è chi urla “sono un talento, fatemi passare, voglio andare su!” e questa voce rappresenta l’aspirazione di tutti i presenti. Ma cosa ci sarà là su, quale livello gerarchico superiore? E se la sala avesse infinite partizioni e altezza illimitata? E’ quasi come se l’ascesa fosse legata ad uno sforzo concettuale e all’acquisizione di un diverso stato di coscienza. E se invece derivasse dalla nascita? Una teoria inquietante porta a pensare che non ci sia un percorso, che si nasca in un determinato livello con regole proprie, semplicemente. Allora tutta questa gente di talento che spintona per avere un motivo non avrebbe, di fatto, nessuna possibilità di stabilizzare la propria autostima, è cosciente del talento e riconosce le stazioni superiori alle quali non può normalmente ascendere ma non sempre sa che la sua corsa è infruttuosa e che l’unica possibilità sarebbe collaborare e costruire una piramide per bussare al pavimento superiore per sbirciare, perlomeno, la vita di chi non ha percorso alcuna stazione.

visioni

 

La sezione Visual raccoglie tutte le opere d'arte visiva degli Artieri di Florilegio. Le arti visive rappresentano la traduzione in immagine di quello spirito complesso e ideale della Factory. L'Artiere pone lo spettatore di fronte all'irrealtà, gioca con il colore per sorprendere e stupire con il talento. E' un'emozione sempre nuova. La sezione comprende painting, photo, digital art, movies.

segni

I primi 14 euro di Lunanzio e Lusilla

“AAAhhh, il cuore!!!”
Proprio alla fine di una lunga esplorazione della città, scopriamo una incantevole piazzetta affollata di gente. Siamo nel cuore di Palermo, è quasi mezzanotte e i turisti godono le meraviglie dell’estate siciliana assaggiando le granite di uno storico chioschetto. Loris sceglie una panchina nascosta da un grande albero per appoggiare la sua borsa piena di spettacolo, un cenno di intesa ci convince che il posto è quello giusto. Brùsio estrae la chitarra dalla custodia e comincia ad accordare lo strumento mentre gli attori iniziano il rito della vestizione e del trucco con cura e dedizione. In quel rito ricercano la concentrazione, isolandosi dalla chiassosa atmosfera di festa, mentre io e Aron misuriamo la piazza a passi larghi alla ricerca del punto con la migliore combinazione di spazio e luce. Vogliamo sorprendere un pubblico ancora inconsapevole.
Ancora pochi minuti, poi un grido perfetto, potente e intonato, squarcia l’equilibrio:
“AAAhhh, il cuore!!!”

Lunanzio si trascina al centro della piazzetta schivando i passanti sorpresi, quasi impauriti dall’impeto di quel primo tuono.
“AAAhh, il cuore!!!

Lunanzio si ferma al centro della piazza, inizia il suo monologo come se fosse solo a declamare i propri disperati sentimenti amorosi. I primi curiosi si avvicinano con sospetto, attratti dalla forza di ogni parola, ed osservano a debita distanza le gesta del pazzo innamorato. Ma Lunanzio va avanti. Continua a raccontarsi, usando il suo strano italiano antico, prima di dire per sempre addio all’amata che non ha il coraggio di guardare negli occhi per colpa di una maledetta timidezza. Ed è proprio in quel momento, il momento dell’addio, che le prime parole di Lusilla si sentono da lontano, dall’altra parte della piazza.
Il pubblico si sente accerchiato e si moltiplica, decine di persone istintivamente si muovono verso il centro della piazza, vogliono sapere chi è l’amata che quello sventurato tanto brama, vogliono sapere a chi appartiene quella vocina lontana.
“Lunanzio!!!”

Lunanzio insiste nella scena dell’addio, gode della curiosità del pubblico che intanto si accalca per guadagnare le prime file, rallenta il ritmo del suo eloquio. Ed ecco Lusilla, tanto attesa eppure sorprendente nel suo primo goffo presentarsi al pubblico, sciolto dalla prima risata liberatoria. Nasce l’intesa con il pubblico, la magia arriva leggera sui volti e si diffonde nella piazza, in pochi minuti trasformata in una vera e propria arena.
Lunanzio e Lusilla giocano, ammiccano, intonano una canzone con il maestro Brùsio, sfiorano un ingenuo e romantico primo bacio… ma Lunanzio non riesce a superare la sua timidìate, cioè timidezza. Arriva la mitica scena delle botte, e il pubblico si infiamma scatenando il primo applauso. Il tempo passa veloce e dalla mia posizione privilegiata posso contare quasi cento persone incantate da questo strano ed emozionante gioco teatrale.
Entra infine sulla scena Aron, portando un cuore da lui dipinto al centro della piazza. E’ il primo simbolo dell’amore di Lunanzio e Lusilla, che danzano finalmente insieme raccogliendo l’applauso più grande dal pubblico.
E’ il mio momento, apro la custodia della chitarra e la dispongo subito davanti agli attori per raccogliere le offerte del generoso pubblico palermitano. Dopo tre minuti di applausi possiamo contare 14 euro di monetine. Per la prima volta tutti capiamo il valore di questa straordinaria avventura.

dimensione pubblica

Che cos'è React?

Esiste un progetto che unisce arte e utilità sociale?
Un progetto socialmente utile che è in grado di donare crescita umana e culturale?
Quello a cui si pensa quando si parla di Social Art è l’attività di Fund Raising che vede da una parte i promotori dell’iniziativa (le associazioni), da una parte i partecipanti all’attività (i volontari), da una parte il pubblico (che effettua le donazioni) e dall’altra i destinatari del fund (pazienti).

E poi c’è anche un altro modo di fare Social Art: si tratta di un progetto che mette in campo contemporaneamente tutti i soggetti coinvolti nell’iniziativa (associazione, volontari, pazienti), in cui il messaggio è “Reagisci!” ed è rivolto con particolare attenzione a chi ha vissuto la sofferenza e che nell’arte intesa come divertimento e creatività allo stato puro può ricevere uno stimolo positivo (effetto placebo).
Antifonte, filosofo greco del V secolo a. C., scriveva che “In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia”.
Infatti, alcuni studi dimostrano che le condizioni di salute e di malattia dipendono dai sistemi neuroendocrino e immunitario, che non sono circuiti chiusi, ma di continuo attraversati e modificati dagli stimoli ambientali che, quando sono favorevoli, garantiscono le condizioni di salute e quando sono sfavorevoli l’insorgenza di malattie. L’emozione, che è la prima risposta agli stimoli ambientali, non condiziona solo i processi razionali, ma agisce, modificandoli, sui sistemi neuroendocrino e immunitario, responsabili della salute. Da qui, l’uso dell’arte intesa come forza in grado di suscitare emozioni e quindi di inviare stimoli positivi.

E così nasce React!, l’evento di Social Art che vuole rappresentare una occasione di sensibilizzazione al linguaggio e alla capacità comunicativa dell’arte con performance live che avranno come tema l’amore e la reazione. Tutte con lo scopo di coinvolgere il pubblico per realizzare un evento in cui tutti possono essere protagonisti attivi.