La sezione Words raccoglie le poesie e i testi in prosa degli Artieri di Florilegio.
Puoi navigare nella sezione attraverso le Sessioni Creative, che raccolgono le opere per tematiche, oppure attraverso l'Archivio Words.
"Racconti e poesie piovono in Redazione e parlano di una dimensione umana, della capacità
di tirar fuori dal cassetto
gli scritti per condividere i propri pensieri con artisti e amici.
Le parole spesso evocano sonorità decadenti e crepuscolari, le atmosfere sono dense di sogno e visione, i contenuti sono il frutto di una profonda immedesimazione dell'Artiere con ciò che la propria capacità di sentire mostra e dispone in lui".
“AAAhhh, il cuore!!!”
Proprio alla fine di una lunga esplorazione della città, scopriamo una incantevole piazzetta affollata di gente. Siamo nel cuore di Palermo, è quasi mezzanotte e i turisti godono le meraviglie dell’estate siciliana assaggiando le granite di uno storico chioschetto. Loris sceglie una panchina nascosta da un grande albero per appoggiare la sua borsa piena di spettacolo, un cenno di intesa ci convince che il posto è quello giusto. Brùsio estrae la chitarra dalla custodia e comincia ad accordare lo strumento mentre gli attori iniziano il rito della vestizione e del trucco con cura e dedizione. In quel rito ricercano la concentrazione, isolandosi dalla chiassosa atmosfera di festa, mentre io e Aron misuriamo la piazza a passi larghi alla ricerca del punto con la migliore combinazione di spazio e luce. Vogliamo sorprendere un pubblico ancora inconsapevole.
Ancora pochi minuti, poi un grido perfetto, potente e intonato, squarcia l’equilibrio:
“AAAhhh, il cuore!!!”
…
Lunanzio si trascina al centro della piazzetta schivando i passanti sorpresi, quasi impauriti dall’impeto di quel primo tuono.
“AAAhh, il cuore!!!
…
Lunanzio si ferma al centro della piazza, inizia il suo monologo come se fosse solo a declamare i propri disperati sentimenti amorosi. I primi curiosi si avvicinano con sospetto, attratti dalla forza di ogni parola, ed osservano a debita distanza le gesta del pazzo innamorato. Ma Lunanzio va avanti. Continua a raccontarsi, usando il suo strano italiano antico, prima di dire per sempre addio all’amata che non ha il coraggio di guardare negli occhi per colpa di una maledetta timidezza. Ed è proprio in quel momento, il momento dell’addio, che le prime parole di Lusilla si sentono da lontano, dall’altra parte della piazza.
Il pubblico si sente accerchiato e si moltiplica, decine di persone istintivamente si muovono verso il centro della piazza, vogliono sapere chi è l’amata che quello sventurato tanto brama, vogliono sapere a chi appartiene quella vocina lontana.
“Lunanzio!!!”
…
Lunanzio insiste nella scena dell’addio, gode della curiosità del pubblico che intanto si accalca per guadagnare le prime file, rallenta il ritmo del suo eloquio. Ed ecco Lusilla, tanto attesa eppure sorprendente nel suo primo goffo presentarsi al pubblico, sciolto dalla prima risata liberatoria. Nasce l’intesa con il pubblico, la magia arriva leggera sui volti e si diffonde nella piazza, in pochi minuti trasformata in una vera e propria arena.
Lunanzio e Lusilla giocano, ammiccano, intonano una canzone con il maestro Brùsio, sfiorano un ingenuo e romantico primo bacio… ma Lunanzio non riesce a superare la sua timidìate, cioè timidezza. Arriva la mitica scena delle botte, e il pubblico si infiamma scatenando il primo applauso. Il tempo passa veloce e dalla mia posizione privilegiata posso contare quasi cento persone incantate da questo strano ed emozionante gioco teatrale.
Entra infine sulla scena Aron, portando un cuore da lui dipinto al centro della piazza. E’ il primo simbolo dell’amore di Lunanzio e Lusilla, che danzano finalmente insieme raccogliendo l’applauso più grande dal pubblico.
E’ il mio momento, apro la custodia della chitarra e la dispongo subito davanti agli attori per raccogliere le offerte del generoso pubblico palermitano. Dopo tre minuti di applausi possiamo contare 14 euro di monetine. Per la prima volta tutti capiamo il valore di questa straordinaria avventura.